86 | Tre cose siciliane
Di una cosa assurda che sta succedendo a un mio amico, di un festival con cui collaborerò, di un'iniziativa su Niscemi e oltre, di Sal Buscema e di un appuntamento in cui vi aspetto numerosi
È passato un po’ di tempo e sì, sono stato parecchio impegnato. Tra qualche settimana comincerete a vedere i frutti della mia assenza da queste colonne, che è dovuta solo al tempo da dedicare a certi impegni sempre più diversi e stimolanti.
Uno di questi fa parte dell’elenco di questa newsletter a cui fa riferimento il titolo.
Prima di iniziare, però, volevo approfittare per esprimere su queste colonne la mia solidarietà all’amico Mario Natangelo. Parecchi di voi sono arrivati qui per tramite della sua newsletter e probabilmente siete già informati dell’ennesima shitstorm che lo vede protagonista, nuovamente al centro dell’attenzione della Presidente del Consiglio (che evidentemente non ha di meglio da fare tra i ricatti di Trump, l’inflazione galoppante e un Sud Italia che crolla letteralmente a pezzi) e dei suoi adepti. In sostanza, hanno preso Mario come esempio negativo di satira a paragone con Andrea Pucci, comico di destra (a quanto pare la categoria esiste e non è tutta seduta in Parlamento) che ha rifiutato l’invito a Sanremo dopo che alcuni, a sinistra (o centro sinistra?) hanno sottolineato il livello del suo umorismo. Qui fa un riassunto lo stesso Mario:
La cosa che dovrebbe fare riflettere tutti, dagli amanti delle barzellette di Pierino a quelli di Natangelo, dagli espertoni di stand-up a chi si è fatto Nord VPN grazie a Tintoria, è che per difendere la sacralità del diritto alla satira di Pucci a destra attaccano il diritto alla satira di Natangelo.
L’ennesimo cortocircuito vittimista di una maggioranza che è evidentemente, palesemente, spudoratamente al potere ma che non smette mai di farci credere di essere minoranza vituperata. Lo sa bene un altro amico di cui mi vanto, Daniele Fabbri, che a Vanity Fair racconta (ancora una volta) la vicenda assurda che lo vede querelato da Meloni per averla chiamata “puzzona”. Chi ci governa, ahinoi, ha un’idea di “satira” che non va oltre gli sketch di Oreste Lionello e Mario Zamma al Bagaglino negli anni 90. Anzi, quelli di Martufello con Pamela Prati.
Ma quanto sono suscettibili, ‘sti fascisti? (che poi, a proposito, notizia dell’ultim’ora almeno quelli di Casa Pound possiamo chiamarli fascisti).
Una cosa modenese
Prima di passare all’elenco siciliano, vi ricordo che il 21 febbraio mi trovate a Modena per Dentro. I nuovi mestieri del Libro, la rassegna all’interno della Biblioteca Delfini. Vi aspetto alle 10:00 del mattino per un workshop sul giornalismo a fumetti e alle 17:30 per l’incontro “Dentro i fumetti: come si scrive la sceneggiatura”. In entrambi i casi sarò accompagnato dall’ottimo Stefano Ascari. Qui trovate il pieghevole con tutte le informazioni sulla rassegna.
Una Marina di Libri
Pochi giorni fa è stata annunciata la XVII edizione del festival letterario palermitano Una Marina di Libri, uno dei più longevi e prestigiosi del Sud Italia. Nell’annuncio delle date (dal 4 al 7 giugno ai Cantieri Culturali della Zisa) è stata svelata una novità: il direttore artistico Gaetano Savatteri ha ampliato la guida creativa del festival con un “Comitato direttivo”. Ne fanno parte le scrittrici Francesca Tamburini e Giulia Caminito, lo scrittore e magistrato Giancarlo De Cataldo, l'ex direttore di Radio3 Marino Sinibaldi e il sottoscritto1.

Ognuno di noi curerà un’area tematica, affiancandosi a quelle già esistenti curate da Maria Romana Tetamo e Maria Giambruno. E io mi occuperò di curare una “sezione” dedicata al fumetto, tra ospiti e incontri. I primi nomi che circolano sono molto interessanti. E sì, l’evento si svolge pochi giorni dopo il Trapani Comix, quindi probabilmente sarò il cosplayer di uno zombi. In ogni caso, ci vediamo lì, con un bel parterre di ospiti e tantissimi incontri.
Niscemi e le biblioteche
Una delle immagini simbolo della frana di Niscemi è quella della biblioteca privata intitolata ad Angelo Marsiano, nata da un fondo da lui donato. Contiene fino a 4000 volumi, tra cui diversi testi antichi, molti dei quali – è stato scoperto – in quel deposito sotterraneo che vedete lì, quasi nell’abisso.
Per inciso, esiste un’altra biblioteca in città, quella comunale, che si trova anch’essa in zona rossa (ma non letteralmente in bilico). È ormai ritenuto impossibile recuperare quel patrimonio, ma ho accolto volentieri l’appello di Stefania Auci che nelle scorse giornate ha radunato un folto gruppo di scrittori e giornalisti per spingere a salvare il patrimonio della biblioteca. Per qualcuno, mentre decine e decine di famiglie perdono ricordi, case, foto e averi, sembra qualcosa di risibile o di secondario. Ma se (se!) si può intervenire per recuperare i beni dei privati bisogna occuparsi anche di questi beni pubblici, che rappresentano la memoria della cittadina.
Al di là delle responsabilità e delle mancanze ormai documentate e che spero presto vengano accertate, questa è un’emergenza nell’emergenza che ha spinto il nostro foltissimo gruppo (ci chiamiamo “Gli Olmi” e ne fanno parte scrittori, giornalisti, intellettuali) e puntare i riflettori su altre situazioni di crisi. In queste settimane su Repubblica Palermo, infatti, troverete diversi articoli dedicati ad alcune delle biblioteche siciliane in difficoltà, da Favignana a Siracusa, oltre che – ad esempio – a realtà come quella dell’Archivio di Stato di Messina su cui il mio pard Lelio Bonaccorso si batte ormai da mesi. Quello della tutela dei patrimoni librari e archivistici tema su cui confrontarsi e cercare soluzioni prima che ci crolli davanti agli occhi. Come sta succedendo attraverso il monito vivente e pericolante di Niscemi.
Sal Buscema, uno che disegnava tutto
La terza storia siciliana ci porta in realtà in America, nella Brooklyn del 1936, dove nasceva Silvio “Sal” Buscema da una coppia di emigrati siciliani di Pozzallo, paese del ragusano. Chi legge fumetti Marvel da un po’ ricorderà di certo questo nome, sebbene sia sparito dai credits da un po’: Sal Buscema era sì il fratello di John, “il Michelangelo dei Comics” per i suoi corpi impeccabili e divini su Conan o Avengers, ma Sal stesso era tra i più prolifici, affidabili, presenti artisti della cosiddetta “Silver Age”.
È stato la matita, tra le altre cose, di una delle storie più “politiche” della casa editrice, la cosiddetta Saga dell’Impero Segreto di Capitan America del 1974. Una storia che prendeva spunto dallo scandalo Watergate man mano che accadeva e che svelava nientemeno il presidente Nixon come villain e manipolatore occulto, spingendo Cap a ripudiare il governo e il suo ruolo. Roba d’attualità insomma.
Ma Buscema ha disegnato migliaia di pagine con efficacia e puntualità, spaziando tra i personaggi e i generi, ed era uno di quegli artisti che “disegnavano tutto”, dai telefoni appesi al muro ai cerchioni delle auto, senza dimenticarsi della spettacolarizzazione. Certo, uno dei suoi marchi di fabbrica era il “Buscema Punch”, di cui qui trovate una parzialissima raccolta, ma se mancava dell’eleganza del tratto del fratello compensava con dettagli ed espressività. Ne scrive il buon Claudio Calia, uno che di fumetti ne sa, in questa puntata del suo Substack, “Maledetti fumetti”.
Il più piccolo dei quattro fratelli Buscema si è spento il 26 gennaio del 2026 e ripensandoci ho in mente le espressioni teatralmente dolorose dei suoi personaggi, specie in quel bellissimo ciclo di Spectacular Spider-Man scritto da J.M. DeMatteis, con Buscema spesso arricchito dalle chine sporche di Bill Sienkiewicz.
E con questo è tutto. Ci rileggiamo presto, spero!
– Marco
Alcuni giornali mi hanno definito “fumettista”, altri “tra i nomi di punta del graphic journalism italiano” e altri ancora “illustratore”, che ancora devo stare qua a spiegare la differenza tra sceneggiatore e disegnatore, ma vabbe’.








